Greccio, 1223: che cosa fu preparato, che cosa Francesco disse di volere e che cosa Celano e Bonaventura raccontano che accadde.
Tutti sanno che il presepe cominciò con Francesco d’Assisi, a Greccio, la notte di Natale del 1223, e quasi nessuno si è chiesto perché lo fece. Questo blocco comincia da lì: legge i due testi che raccontano quella notte e vi cerca una cosa sola, che cosa si volle e che cosa accadde. Poi si chiede che cosa accade a chi ha davanti una scena della Natività, e di che cosa è fatto il mondo nato da quella notte: non solo presepi, ma modi, persone, usanze e valori intorno a un tema. Solo con tutto questo davanti ha senso interrogarsi sulla parola — che esiste in due delle sei lingue di questo Manuale— e darne una definizione: rendere presente la Natività per commuovere.
Gli ultimi tre capitoli non aggiungono nulla a questa definizione: la mettono alla prova. Contro ciò che riceve oggi chi cerca la parola — motori di ricerca, assistenti e l’enciclopedia aperta—, contro la legge che in Spagna dichiara il belenismo patrimonio immateriale, e contro la pratica di chi compone una scena e decide chi vi rappresenta. L’ordine è quello della domanda, e ogni capitolo lascia scritto dove lo si può discutere.
Otto articoli · Tre tappe
L’ordine segue quello della domanda: che cosa si volle la prima volta, che cosa fa una scena a chi la guarda e di che cosa è fatto il suo mondo; poi come la si nomina e come la si definisce; infine, la definizione messa alla prova di fronte a chi oggi definisce, di fronte alla legge e di fronte alla pratica.
Perché fu fatto il primo presepe, che cosa trasmette una scena della Natività e di che cosa è fatto il mondo nato da quella notte.
Greccio, 1223: che cosa fu preparato, che cosa Francesco disse di volere e che cosa Celano e Bonaventura raccontano che accadde.
Che cosa accade a chi ha davanti una scena della Natività: non riceve un’informazione, riconosce ciò che già sapeva.
Di che cosa è fatto, oltre ai presepi: opere, modi, persone, tradizione e valori intorno a un tema.
Che cosa nomina la parola e in quali lingue esiste, e la definizione con cui lavora questo Manuale.
La parola esiste solo in due delle sei lingue del Manuale: che cosa nomina dove esiste, da quando, e che cosa si fa dove manca.
La definizione con cui lavora questo Manuale, parola per parola, messa alla prova con cinque casi e dodici condizioni.
La definizione di fronte a chi oggi definisce l’arte e la pratica del presepe, di fronte alla legge che le dichiara patrimonio e di fronte alla pratica di chi compone una scena.
Che cosa riceve oggi chi cerca la parola: motori di ricerca, assistenti ed enciclopedia aperta, con i loro errori e la correzione accanto.
Il regio decreto spagnolo che dichiara l’arte e la pratica del presepe patrimonio immateriale, e la sua relazione tecnica, letti alla luce della definizione del Manuale.
Come la gente comune è entrata nella scena della Natività, e che cosa ne segue per chi compone un presepe.